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41 - VALTORTAVOX

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Voce narrante • DANIELA CIAVONI


  41 - Il BUON SAMARITANOda L’Evangelo, 281.10

«Un uomo, scendendo da Gerusalemme a Gerico per le gole delle montagne,  incappò nei ladroni, i quali, dopo averlo ferito crudelmente, lo  spogliarono di ogni suo avere e fin delle vesti, lasciandolo più morto  che vivo sul bordo della strada.
Per la stessa via passò un  sacerdote che aveva cessato il suo turno al Tempio. Oh! era ancor  profumato degli incensi del Santo! E avrebbe dovuto avere l’anima  profumata di bontà soprannaturale e di amore, essendo stato nella Casa  di Dio, quasi a contatto coll’Altissimo. Il sacerdote aveva fretta di  tornare alla sua casa. Guardò dunque il ferito ma non si arrestò. Passò  oltre sollecito, lasciando il disgraziato sulla proda.
Passò un  levita. Contaminarsi lui che deve servire nel Tempio? Ohibò! Raccolse la  veste perché non si sporcasse di sangue, gettò uno sguardo sfuggente su  colui che gemeva nel suo sangue e affrettò il passo verso Gerusalemme,  verso il Tempio.
Terzo, venendo dalla Samaria, diretto al guado,  venne un samaritano. Vide il sangue, si fermò, scoperse il ferito nel  crespuscolo che si infittiva, scese dal giumento, si accostò al ferito,  lo ristorò con un sorso di vino gagliardo, strappò il suo mantello per  farne fasce e, lavate e unte le ferite prima con aceto e poi con olio,  gliele fasciò con amore, e caricato il ferito sul suo giumento guidò con  accortezza la bestia, sorreggendo nel contempo il ferito, confortandolo  con buone parole, non preoccupandosi della fatica né sdegnandosi per  essere questo ferito di nazionalità giudea. Giunto in città, lo condusse  all’albergo, lo vegliò per tutta la notte e all’alba, vedendolo  migliorato, lo affidò all’oste, pagandolo in anticipo con dei denari e  dicendo: “Abbine cura come fossi io stesso. Al mio ritorno, quanto avrai  speso in più io te lo renderò e con buona misura, se bene avrai fatto”.  E se ne andò.
Dottore della Legge, rispondimi. Quale di questi tre  fu “prossimo” per colui che incappò nei ladroni? Forse il sacerdote?  Forse il levita? O non piuttosto il samaritano che non si chiese chi era  il ferito, perché era ferito, se faceva male a soccorrerlo perdendo  tempo, denaro e risicando di essere accusato d’essere il feritore?».
Il dottore della Legge risponde: «Fu “prossimo” costui, perché ebbe misericordia».

Copyright © Fondazione Erede di Maria Valtorta onlus
Eventuali violazioni ai DIRITTI d'AUTORE, se DEBITAMENTE SEGNALATE a ezio1944@gmail.com - VERRANNO IMMEDIATAMENTE RIMOSSE
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