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44 - VALTORTAVOX

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Voce narrante • DANIELA CIAVONI


44 - Il LIEVITO nella PASTAda L’Evangelo, 327.3-5

[…] Il fragore del ferro battuto  sull’incudine si è taciuto e già rallentano i colpi sull’ultimo zoccolo  asinino. Gesù ne approfitta per alzare la voce e farsi sentire dalla  folla. Pare continui il discorso ai suoi apostoli. In realtà parla ai  passanti e forse anche a chi è nella casa, delle donne certo, perché  richiami di voci femminee vanno per l’aria tiepida.
«Anche se pare  inesistente, una parentela è sempre negli uomini. Quella della  provenienza da un unico Creatore. Ché, se poi i figli di un unico Padre  si sono separati, non per questo si è mutato il legame d’origine, così  come non si muta il sangue di un figlio quando ripudia la paterna casa.  Nelle vene di Caino fu il sangue di Adamo anche dopo che il delitto lo  mise in fuga per il vasto mondo. E nelle vene dei figli nati dopo il  dolore di Eva, gemente sul figlio ucciso, era lo stesso sangue che  bolliva in quelle del lontano Caino.
Lo stesso, e con più pura  ragione, è dell’uguaglianza fra i figli del Creatore. Sperduti? Sì.  Esiliati? Sì. Apostati? Sì. Colpevoli? Sì. Parlanti e credenti lingue e  fedi a noi aborrite? Sì. Corrotti per unioni con pagani? Sì. Ma l’anima  loro è venuta da Un solo, ed è sempre quella, anche se  lacerata, sperduta, esiliata, corrotta… Anche se è oggetto di dolore al  Padre Iddio, è sempre anima da Lui creata.
I figli buoni di un Padre  buonissimo devono avere sentimenti buoni. Buoni verso il Padre, buoni  verso i fratelli, quali che siano divenuti, perché figli di uno Stesso.  Buoni verso il Padre col cercare di consolarlo del suo dolore  riportandogli i figli, che sono il suo dolore, o perché peccatori, o  perché apostati, o perché pagani. Buoni verso gli stessi perché essi  hanno l’anima venuta dal Padre chiusa in un corpo colpevole, bruttata,  ebete per errata religione, ma sempre anima del Signore e uguale alla  nostra.
Ricordate, o voi d’Israele, che non vi è alcuno, fosse pure  l’idolatra più lontano con la sua idolatrica religione da Dio, fosse  pure il più pagano fra i pagani o il più ateo fra gli uomini, che sia  assolutamente privo di una traccia della sua origine. Ricordate, o voi  che avete sbagliato staccandovi dalla giusta religione, scendendo a  mescolanza di sessi che la nostra religione condanna, che anche se vi  pare che tutto ciò che era Israele sia morto in voi, soffocato  dall’amore per un uomo di diversa fede e di diversa razza, morto non è.  Uno che vive ancora. Ed è Israele. E voi avete il dovere di soffiare su  quel fuoco morente, di alimentare la scintilla che sussiste per volontà  di Dio, per farla crescere al disopra dell’amore carnale. Questo cessa  con la morte. Ma la vostra anima non cessa con la morte. Ricordatelo. E  voi, voi, chiunque siate, che vedete, e molte volte inorridite di vedere  gli ibridi connubi di una figlia di Israele con uno di un’altra razza e  fede, ricordate che avete l’obbligo, il dovere di aiutare  caritatevolmente la sorella smarrita a ritrovare le vie del Padre.
Questa  è la nuova Legge, santa e gradita al Signore: che i seguaci del  Redentore redimano là ovunque è da redimere, perché Dio sorrida delle  anime tornate alla Casa paterna, e perché non sia reso sterile o troppo  meschino il sacrificio del Redentore.
Per fare fermentare molta  farina, la donna di casa prende un pezzettino della pasta fatta la  settimana avanti. Oh! una briciola levata alla grande massa! E la  seppellisce nel mucchio di farina, e tiene ciò al riparo dai venti  ostili, nel tepore previdente della casa.
Fate voi così, veri  seguaci del Bene, e fate voi così, creature che vi siete allontanate dal  Padre e dal suo Regno. Date voi, i primi, una briciola del vostro  lievito ad aggiunta e a rinforzo alle seconde, che lo uniranno alla  molecola di giustizia che sussiste in esse. E voi ed esse tenete al  riparo dai venti ostili del Male, nel tepore della Carità — che è, a  seconda di ciò che siete, signora vostra o tenace superstite in voi,  anche se ormai languente — il lievito novello. Serrate ancora le pareti  della casa, della correligione, intorno a ciò che lievita nel cuore di  una correligionaria smarrita, che si senta amata ancora da Israele,  ancora figlia di Sionne e sorella vostra, perché fermentino tutte le  buone volontà e venga nelle anime e per le anime, tutte, il Regno dei Cieli».

Copyright © Fondazione Erede di Maria Valtorta onlus
Eventuali violazioni ai DIRITTI d'AUTORE, se DEBITAMENTE SEGNALATE a ezio1944@gmail.com - VERRANNO IMMEDIATAMENTE RIMOSSE
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