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75 - VALTORTAVOX

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Voce narrante • DANIELA CIAVONI


75 - Parabola dei FIGLI LONTANI che RITORNANOda L’Evangelo, 501.2

«[…] Un padre aveva  molti figli. Taluni erano sempre vissuti in stretto contatto con lui;  altri, per ragioni diverse, erano stati relativamente più lontani dal  padre. Ma però, sapendo i desideri paterni, nonostante gli fossero  lontani, potevano agire come se egli fosse presente. Altri ancora,  perché ancor più lontani, e fin dal primo giorno della loro nascita  allevati fra servi che parlavano altre lingue e avevano altri usi, si  sforzavano a servire il padre per quel poco che, più per istinto che per  sapere, conoscevano a lui gradito. Un giorno il padre, che non ignorava  come, nonostante i suoi ordini, i suoi servi si fossero astenuti da far  conoscere i pensieri del padre a questi lontani, perché nel loro  orgoglio li riputavano inferiori, disamati sol perché non coabitanti col  padre, volle radunare tutta la sua prole. E la chiamò a sé. Ebbene,  credete voi che giudicasse per linea di umano diritto, dando il possesso  dei beni soltanto a quelli che erano stati sempre nella sua casa, o  quanto meno lontani non tanto da impedir loro di sapere i suoi ordini e  desideri? Egli anzi seguì tutt’altro concetto e, osservando le azioni di  quelli che erano stati giusti per amore del padre, conosciuto soltanto  di nome, e lo avevano onorato con tutte le loro azioni, li chiamò a sé  vicino dicendo: “Doppio merito il vostro di esser giusti, poiché lo  foste per sola volontà vostra e senza aiuti. Venite e circondatemi. Ne  avete ben diritto! I primi mi hanno sempre avuto e ogni loro azione era  regolata dal mio consiglio e premiata dal mio sorriso. Voi avete dovuto  agire solo per fede ed amore. Venite. Ché nella mia casa è pronto il  vostro posto, è pronto da tempo, ed ai miei occhi non costituisce  differenza l’esser sempre stati della casa o l’esser stati lontani; ma  differenza hanno le azioni che, vicini o lontani da me, i miei figli  hanno compiuto”. […]»

Spiegazioneda L’Evangelo, 501.2

«[…]  la sua spiegazione è questa: che scribi o farisei, viventi intorno al  Tempio, possono non essere nel Giorno eterno nella Casa di Dio, e che  molti, che sono tanto lontani da sapere soltanto succintamente le cose  di Dio, potranno essere allora nel suo seno. Perché ciò che dà il Regno è  la volontà dell’uomo tesa all’ubbidienza a Dio, e non il cumulo di  pratiche e di scienza.
Fate dunque quanto vi ho spiegato ieri.  Fatelo senza eccessivo timore che paralizza, fatelo senza calcolo di  sfuggire con ciò al castigo. Fatelo perciò soltanto per amore a Dio, che  vi ha creati per amarvi ed essere amato da voi. E avrete posto nella  Casa paterna».

Copyright © Fondazione Erede di Maria Valtorta onlus

Eventuali violazioni ai DIRITTI d'AUTORE, se DEBITAMENTE SEGNALATE a ezio1944@gmail.com - VERRANNO IMMEDIATAMENTE RIMOSSE
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