78 - Il monte e le valli • da L’Evangelo, 515.4
Il monte e le valli
[…] Gesù accenna al panorama che si restringe mano a mano che si discende, e dice:
«Una piccola parabola per voi, maestri futuri di spiriti. Tanto più vedrete quanto più salirete per cammino di perfezione che è arduo e penoso. Noi prima vedevamo le due pianure, filistea e di Saron, coi molti paesi e campi e frutteti, e persino un azzurro lontano che era il grande mare, e il Carmelo verde là in fondo. Ora non vediamo più che poco. L’orizzonte si è ristretto e più si restringerà fino a scomparire in fondo alla valle. Lo stesso avviene di chi scende nello spirito invece di salire. Sempre più limitata si fa la sua virtù e sapienza, e ristretto il suo giudizio fino ad annullarsi. Allora un maestro di spirito è morto alla sua missione. Non discerne più e non guida più. È un cadavere e può corrompere così come si è corrotto. La discesa talora invoglia, quasi sempre invoglia, perché in basso sono soddisfazioni del senso. Noi pure scendiamo a valle per trovare riposo e cibo. Ma se ciò è necessario al corpo nostro, non è necessario soddisfare l’appetito del senso e l’infingardia dello spirito con lo scendere nelle valli del sensualismo morale e spirituale. Una sola valle è concesso di toccare: quella dell’umiltà. Ma perché in questa lo stesso Dio scende a rapire lo spirito umile per innalzarlo a Sé. Chi si umilia sarà esaltato. Ogni altra valle è letale, perché allontana dal Cielo».
L’Evangelo come mi è stato rivelato, 515.4
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